BEASTMAKER: 5 esercizi per diventare bestie

Il trave da allenamento Beastmaker, nelle sue due declinazioni 1000 e 2000, è sicuramente l’hanging board più famoso al mondo (anche se ultimamente ha trovato lo Zlagboard a fargli una degna concorrenza). A cosa si deve questo successo globale? A molteplici fattori. Innanzitutto, è sviluppato da un atleta di punta, il fortissimo boulderista britannico, Ned Feehally, invidiato da molti anche perché fa coppia con Shauna Coxsey. Chiaramente un atleta di spicco sa esattamente cosa vuole da un trave, e ha anche i contatti per lanciarlo (vedasi anche Patxi con le PUC Series). Secondo, perché è innegabilmente fatto bene, provatelo per capirne la qualità. Terzo, è stato lanciato con tanto di APP per l’allenamento, e non solo.. trovate pure qua gli allenamenti messi sotto forma di video, o i video di Ned in persona che fa le sue training routines (clicca qui per qualche esempio). Con tale multimedialità allenarsi bene, o almeno decentemente, è molto più facile. Quarto, e ultimo punto forte,

ha un prezzo accessibile, per essere comunque un prodotto top di gamma

Dato che è un prodotto inglese ma noi siamo italianissimi sempre, abbiamo preso un atleta tra i top del bouldering italiano contemporaneo, il giovane Alessandro Palma, (per qualche info in più clicca qui!) e siamo andati nella palestra in cui lavora, “Il Punto” di Borgo San Dalmazzo (CN), a chiedergli 5 esercizi tipici del suo training regime col Beastmaker, corredando il tutto con qualche fotina.

DISCLAIMER: non vogliamo spingerci nel dettaglio scrivendo una vera e propria tabella di allenamento, né tantomeno invitarvi a sfasciarvi le dita. Non ci spingeremo a combinare gli esercizi in ripetizioni e serie, né a sottolineare i tempi di recupero ed il sacrosanto riscaldamento. Ci limitiamo a suggerire gli esercizi, estremamente funzionali, da eseguire con l’attrezzo, previo un riscaldamento adeguato e una notevole esperienza di allenamento maturata negli anni. 

Alessandro Palma - Nazionale Italiana Boulder

1) Trazioni: la trazione è chiaramente l’esercizio principale che si performa su un hangboard, in ogni sua declinazione. Giustamente Ale suggerisce di lavorare su prese medio buone, con serie regolari e tanto volume, onde allenare i grossi muscoli.

2) Sospensioni: come insegnavano i Bleausard già negli anni 80, la sospensione è l’esercizio principe per il boulderista. Tenere le prese, anche le più orride, è fondamentale per un climber. E le prese sono tante, con differenti prensioni. I Beastmaker 1000 e 2000 riproducono un’ampia gamma di prensioni, dai piatti a 45° ai monoditi, alle ronchie che sentirete nelle mani come migliori di una consueta sbarra. Nella foto, Ale ci illustra uno dei suoi esercizi preferiti, la monosospensione sulla tacca centrale del Beastmaker 2000 (con carico). Il consiglio è di lavorare generalmente  su prese che tenete dai 5 ai 10 secondi, con due braccia o monobraccio, anche con l’ausilio di uno scarico tramite elastico o carrucola per le monosospensioni, o eventualmente con sovraccarico se le sospensioni sono fatte a 2 mani. 

Beastmaker - Sospensioni con sovraccarico

3) Addominali: riportiamo qui il front lever, uno degli esercizi fondamentali per la tensione muscolare che vi è utile in forte strapiombo. Tenete quello che riuscite (senza sovraccarico) e cercate la posizione orizzontale col corpo, tenendola più che potete con le braccia tese: così facendo lavorerà tutta la muscolatura del corpo, dandovi una rigidità che nemmeno l’arnese di Rocco Siffredi. Nello specifico, qui Ale ce la performa con i due monoditi piccoli del Beast 2000.  

Front Lever - Alessandro Palma

4) Trazioni con spinta in alto, per lavorare su spalle e tricipiti. Quando siete ben caldi, provate questo esercizio. Su prese che sentite buone, trazionate in  maniera decisa spingendo più in su che potete (volendo potete anche stendere le braccia in alto, se lo spirito di Yuri Chechi è con voi, facendo quella che viene chiamata muscle-up).

5) Sospensioni-trazioni combinate: un esercizio molto funzionale che abbina i vantaggi isometrici della sospensione a quelli dinamici della trazione. Su qualche presa (o coppia di prese) su cui siete quasi al limite, sospendete 3 secondi, poi trazionate. 

L'autore di questo articolo: Jerome Doukakis

Climber amatoriale appassionato da 25 anni, ha provato praticamente ogni sfumatura dell'arrampicata, per fissarsi maggiormente sul bouldering, dove ha spazzolato e aperto qualche migliaio di linee nuove. Dove le sue stanche braccia non lo supportano cerca di arrivare con una estenuante ricerca dei materiali migliori. 

Jerome Doukakis

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