BIVACCO: Qualche consiglio per affrontarlo al meglio

Affrontare un bivacco non sempre è una cosa spiacevole, un bivacco organizzato, in buona compagnia ed in condizioni meteo favorevoli può essere una bellissima esperienza che renderà ancora più speciale la vostra avventura. Potendo organizzare il materiale dovrete far in modo di rendere il vostro bivacco più confortevole e sicuro possibile, senza sottovalutare però l’aspetto del peso che vi andrete a caricare in spalla, zaino pesante vuol dire rallentare, rallentare vuol dire più tempo nella zona di rischio, detta un pò fuori dalle righe: “prima torniamo, più le possibilità di morte si riducono”. Questo significa che, anche se cala la notte, non per forza dobbiamo fermarci, se l’itinerario lo permette la soluzione di continuare a scalare con una lampada frontale aumenterà di molto le nostre possibilità di uscita.

Altro discorso sarà invece se, per cause non programmate, ci ritroviamo costretti a bivaccare senza materiale, in quel caso avremo l’obbligo di ingegnarci per riuscire a trascorrere al meglio le lunghe ore di buio.

 

Diamo un’occhiata più nel dettaglio ai principali materiali che vi potranno essere utili.

 

LAMPADA FRONTALE: Quando calerà la notte l’unica cosa che vi consentirà di muovervi nel buio sarà l’avere con voi una lampada frontale. Ricordatevi di valutare se sarà il caso o meno di portarsi delle batterie di ricambio nel caso ne dobbiate fare un uso prolungato.

TENDA SI/NO: Per quanto mi riguarda non sono un grande sostenitore della tenda, spesso è possibile trovare piccole rientranze nella roccia o costruirsi una truna. Se prevediamo però che il meteo sia instabile o abbiamo la possibilità di recuperarla scendendo, può essere una buona scelta: poter rimanere dentro ad una tenda, riparati dalle intemperie e con la possibilità di stivare il materiale ci farà risparmiare parecchie energie.

Grand Capucin
Stefano Ragazzo

SACCO DA BIVACCO: Una valida alternativa alla tenda in fatto di peso ed ingombro è il sacco da bivacco, potete inserire direttamente sia il materassino che il sacco a pelo al suo interno. Il materiale più utilizzato e che vi consiglio è il gore-tex, potete trovarne anche di altri materiali, assicuratevi però che siano impermeabili e traspiranti.

MATERASSINO: Una delle cose più importanti è riuscire a non disperdere il proprio calore corporeo, isolare il corpo dalla superficie fredda deve essere una delle vostre principali preoccupazioni. Potete scegliere quelli auto-gonfianti, molto pratici perché una volta chiusi occupano poco spazio all’interno dello zaino; hanno di contro che la possibilità di forarli quando li si usa su terreni taglienti è molto alta, si può optare quindi per il classico materassino in gomma come quello a fisarmonica della Termharest o i classici stuoini arrotolabili che si vedono nelle palestre.

Trick: Negli ultimi anni gli zaini dedicati ad alpinismo e arrampicata hanno la possibilità di estrarre lo schienale in modo da utilizzarlo come materassino, da quando l’ho scoperto mi sono sempre assicurato che questo optional fosse presente in tutti gli zaini che mi accingevo ad acquistare.

SACCO A PELO: Anche qui come nei materassini abbiamo due scelte: piuma o sintetico. Il vantaggio della piuma è sicuramente il calore, una volta chiuso nella propria custodia risulta essere molto meno ingombrante e pesante di un sintetico. Se si bagna però, ahimè, la piuma ha bisogno di essere stesa al sole perché si asciughi completamente, cosa invece che non succede al sintetico, ecco perché è meglio optare per quest’ultimo nel caso si preveda di dover sostare in ambienti bagnati.

Trick: Per risparmiare peso è possibile utilizzare un sacco a pelo opportunamente modificato per riuscire a dormirci in due persone: la modifica consiste nel cucire, dal lato dell’apertura, un triangolo di tessuto isolante in modo da allargare la sezione delle spalle.

Paso Superior
Stefano Ragazzo

PALA: Se la vostra via si svolge in condizioni di neve e ghiaccio non è una cattiva idea portarsi una piccola pala, vi potrà essere utile per costruirvi una truna, uno scalino su cui sedervi, usarla come corpo morto o semplicemente per raccogliere la neve da sciogliere nel vostro fornello. Lasciate stare le pale in plastica, non tagliano e spesso si rompono, dirigete la vostra scelta verso una pala in alluminio.

FORNELLO: Se siete a conoscenza della presenza di neve lungo l’itinerario portarsi un piccolo fornello per ricaricare le scorte d’acqua permetterà di non dovervi portare appresso tutti i liquidi per l’intera via. Inoltre, in condizioni di freddo, poter mangiare e bere qualcosa di caldo aiuterà sicuramente a scaldarvi e ricaricare le energie. Anche qui le case produttrici hanno fatto passi da gigante e si possono trovare fornelli che bruciano qualsiasi cosa: gas, miscele liquide o addirittura tronchetti di legno.

Trick: Se avete la possibilità di scaldare dell’acqua e avete un contenitore come una Camelback potete inserire dell’acqua calda al suo interno ed inserirla dentro al sacco a pelo prima di andare a dormire, in questo modo il vapore sarà facilitato ad uscire e voi ne guadagnerete sia in calore corporeo sia in vestiti asciutti.

PEE BOTTLE: Immaginatevi la scena in cui siete distesi dentro la vostra tenda, con solo gli occhi che escono dal sacco a pelo e fuori è in corso una tempesta di neve, ad un tratto: Cazz! Dovete uscire a pisciare! Un trucchetto per evitare questa spiacevole situazione è quella di utilizzare una bottiglia di plastica a collo largo in modo da poter liberare la vostra vescica e svuotare il contenuto della bottiglia l’indomani.

INDUMENTI DI RICAMBIO: Qui la scelta è abbastanza personale e dettata dal tipo di itinerario, un paio di calzini di ricambio però sono assolutamente da mettere in conto. I piedi, a differenza del torace, non producono molto calore, vi ritroverete quindi a passare tutta la notte con i piedi in umido alzando così il rischio di possibili congelamenti. Prevedetene un paio da poter indossare, mentre fate asciugare gli altri al contatto con il vostro corpo durante la notte.

ASSICURAZIONE: Sembra ovvio ma non lo è. Non dimenticatevi mai di assicurarvi alla parete quando cominciate ad impostare il vostro bivacco. Ricordo bene quando con Silvia, a causa di una perturbazione non predetta dai bollettini fummo costretti a bivaccare nella nicchia del pesce in Marmolada: il piano su cui sedavamo era leggermente inclinato in modo quasi impercettibile, per tutta la notte mi svegliai di continuo per colpa dello scivolamento involontario ritrovandomi con le gambe che penzolavano nel vuoto.

Nicchia del Pesce - Marmolada
Stefano Ragazzo

Bonatti si allenava di notte dormendo in inverno nel terrazzo di casa, se volete potete farlo anche voi, ma non credo serva a molto.

Cercate invece di imparare ad essere consapevoli ed attenti quando preparate il vostro materiale, scegliete con cura come impostare il vostro bivacco, quali strumenti mettere nello zaino e quali lasciare a casa. E’ molto importante cercare di giocare al meglio tra il confine della sicurezza è quello del peso, ricordate che non state andando a fare un falò in riva al mare ma probabilmente vi aspetta una notte di sofferenze ed imprecazioni, è importante esserne consapevoli.

Con l’esperienza comincerete a trovare molti stratagemmi, a personalizzare i vostri materiali per renderli più leggeri e adattarli alle vostre esigenze.

Vi manca qualcosa? QUI trovate tutto quello di cui avete bisogno per i vostri bivacchi estremi 

 

 

Gli autori di questo articolo: Stefano & Silvia

gli autori di questo articolo: Stefano & Silvia
Bernhard Hörtnagl

Silvia Loreggian e Stefano Ragazzo, classe 90 per lei e 91 per lui. Entrambi Padovani e appassionati di montagna: scalata, alpinismo, sci alpinismo e ghiaccio. Insieme hanno condiviso tante salite e avventure. Stefano sta attualmente seguendo il corso per diventare Aspirante Guida Alpina e Silvia seguirà presto le sue orme. Qui sotto, una lista di alcune delle salite che hanno affrontato insieme.

Clicca QUI per leggere blog di Stefano.

Integrale di Peuterey - Monte Bianco (TD+4500m)

Voyage Selon Gulliver - Grand Capucin (7a+)

Via attraverso il pesce - Marmolada (IX)

Tempi Moderni - Marmolada (VII+)

Rondò Veneziano - Torre Venezia (IX-)

Mouline Rouge - Roda di Vael (IX-)

Intifada - Ratikon (7a+)

Fitz Roy - Supercanaleta (80° 5+ 1600m)

Aguja Poincenot - Whillans Cochrane (5+ 70º M5 550m)

 

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