Via Dragone Alato WI5+, M8 - Una NUOVA via di misto

È storia di pochi giorni fa!

Il 3 febbraio Christian Casanova, Lorenzo Zanella e Rolando De Zolt hanno liberato DRAGONE ALATO.

 

Christian Casanova ha 34 anni ed è nato e cresciuto in montagna.
Di mestiere fa l’ingegnere civile e sta frequentando il corso per diventare Guida Alpina.
Non vi diciamo su che grado scala, quante vie ha fatto, quante volte si allena, ma vi diciamo solo che il suo curriculum ha dell'invidiabile!
 

Di seguito troverete un breve racconto di Christian che ci descrive i giorni che hanno preceduto la prima libera della via.

La relazione è disponibile alla fine del racconto.
Se non siete interessati a conoscerlo, allora saltate tutto e andate direttamente alla fine, ma se invece vi chiedete cosa ci sia dietro alla scelta di una linea... allora eccovi serviti.

Dragone Alato

 - Era circa il 20 Gennaio; ultimo giorno di esame su ghiaccio per diventare Aspirante Guida Alpina. Tensione alle stelle, ma nulla poteva distogliermi dagli strapiombi rocciosi, sovrastati da bellissime colate di ghiaccio, che restano alla destra di "Mostro Sacro".
Ho subito pensato che quella linea, che dal basso sembrava così logica, fosse perfetta per aprire una nuova via di misto e non ero stato l'unico a notarla! L'avevano adocchiata anche alcuni istruttori e compagni.
Dovevo andare ad aprirla il prima possibile, prima che qualcun altro mi precedesse.

La settimana successiva ero sotto alla parete con il mio compagno Lorenzo Zanella e con tutto il materiale necessario.

Qualche preparativo e parto convinto con l’idea di aprire questa via; Non solamente per alpinisti in cerca di “ingaggio", ma anche per quelli meno disposti a voli lunghi e run-out da brivido. 
Mi impongo di chiodare “bene” - che non vuol dire "a metro"... altrimenti tutto perderebbe il suo fascino.

Christian Casanova


È la prima volta che apro una via di misto dal basso, ma riesco subito a trovare un buon feeling con la situazione: posso utilizzare direttamente le picozze per appendermi e per piantare gli spit…
Anche se detta così sembra facile, la tensione nei momenti dove resti “appeso” alle picche per mettere la protezione è molto alta, perché il rischio di schizzare via da un momento all’altro è sempre presente.

Sempre concentrato e determinato riesco a progredire abbastanza velocemente verso l’alto e in poco più di tre ore mi ritrovo in cima alla parete con alle spalle una bellissima via di tre tiri che non vedo già l’ora di ripetere e liberare.

(NOTA: Sia nel primo che nel terzo tiro ho messo degli spit in zone dov'è comunque possibile proteggersi con viti da ghiaccio. In questo modo la via è fattibile anche in condizioni di ghiaccio più scarse.)

La settimana successiva torno con l’inossidabile Lorenz e con il mio compagno di cascate Rolly, alla sua prima esperienza di misto, ma con alle spalle un enorme bagaglio di cascate difficili.

Sapevo che la via non era estrema e che potevo salirla al primo tentativo.
Carico di entusiasmo e con il tifo dei miei compagni parto deciso e mi ritrovo fuori dallo strapiombo senza troppe difficoltà, anche se la ricerca degli agganci giusti e dei movimenti corretti non è stata immediata. Ci tengo a sottolineare che durante l’apertura non ho fatto nessun segno e nessun miglioramento degli agganci per le picozze. Da questo punto, per arrivare in sosta del primo tiro, mi aspettano due candele di ghiaccio verticali e lisce, prive di qualsiasi aggancio o debolezza! Qui ho maledetto le lame da dry artigianali che avevo montato sulle picozze…perchè non c'era verso di farle entrare nel ghiaccio e per questo motivo sono arrvato in sosta con gli avambracci ghisati.

Christian Casanova

 

Il tiro successivo non mi preoccupava particolarmente: parte con un traverso orizzontale di circa 10 m e poi un risalto verticale di ghiaccio esile per poi finire alla base della candela finale.

Arrivato qui cambio lame (altrimenti sapevo che non avrei avuto chance di passare) e parto per il terzo tiro che si rivela bellissimo e per nulla banale. Il ghiaccio esile e delicato è la ciliegina sulla torta di questa salita!!

Una volta liberata la via resta solo da pensare al nome!

Affianco a Mostro Sacro non poteva starci una via con un nome troppo tradizionale, quindi ho preso spunto dal nuovo gruppo nato in Comelico con al vertice Nick Tonet, che unisce persone con una passione comune: La montagna a 360 gradi. Questo gruppo si chiama "Dragon Alated" e da qui il nome della via!

 

 - Via Dragone Alato -

Valle di Gares, Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino (Veneto)

C. Casanova, L. Zanella, 27 gennaio 2018

3 L, WI5+, M8

Tracciato Via Dragone Alato
Christian Casanova

 - Materiale: classico da ghiaccio e misto con 10 rinvii, 4 viti, friend 0,3 e 0,4 (BD). Tutte le soste sono attrezzate a spit.

 - Accesso: da Gares (BL) come per la cascata classica Mostro Sacro (25’).

 - Relazione: come da schema. L1: M8, WI5+, 8 spit, 40 m; L2: M4, WI5, 3 spit, 25 m; L3: M4, WI5+, 2 spit, 40 m.

 - Discesa: due doppie da 40 e 55 m

 

Commenti (0)

Accesso o registrati per essere il primo a commentare questo article.