Ottimizza la tua SCARPETTA in 5 semplici Click

L’idea di ottimizzare il periodo di “adattamento” di una scarpetta nuova al nostro piede con qualche trucchetto è una di quelle questioni che tornano spesso nei discorsi tra climbers.

 

Tutti sappiamo che le scarpette fresche “out of the box” sono spesso scomode, o comunque necessitano di un periodo di scalata per adattarsi al nostro piede. Bene, siamo qui proprio per ripetere qualche luogo comune, ma in realtà anche per sfatarne altri. Il tutto, come dicevo,

in 5 semplici click.

Five Ten Gambit, Scarpa Vapor V Women's, Five Ten Hiangle

1) LA FILOSOFIA DEL "PRESERVATIVO" ---> Tra gli arrampicatori, meglio se con tanti anni di scalata dietro le chiappe, va tantissimo il mantra della sofferenza.

Le scarpe vanno prese piccole, più piccole sono meglio è. Devono essere strette, fare male, così poi cedono! Oppure si possono tenere in casa, davanti alla tivvù, per un po’ di ore.

...E ciao ciao vita.

Beh, al contrario, io sono un gran sostenitore della filosofia del preservativo. Un preservativo deve calzare perfettamente fin da subito, se no il divertimento dove sta?

Le case produttrici sono sempre più della mia opinione, inoltre le scarpe da scalata vengono fatte con tecnologie e materiali sempre più innovativi e fatti per mantenere la forma nel tempo. Prenderle troppo strette non è che un modo per soffrire e per acquistare delle scarpe che non sono fatte per il nostro piede, ma per quello di un bambino. Una scarpa disegnata per un piede molto più piccolo del nostro inoltre lascerà degli spazi vuoti (dead spots) dovuti proprio al piede che non riesce ad entrare e a riempire la pedula. A meno che non optiate per dei modelli in pelle, magari di design un po’ datato (anche se ancora attualissimi, come le Cobra di Laspo o le Hiangles di 5.10), non scendete troppo di numero. Devono essere giuste, esattamente della vostra misura. Come un preservativo.

 

2) LE PEDULE SONO FATTE SU DI UNA FORMA DI PIEDE "CAMPIONE" ---> quindi non se scegliete una scarpa costruita e concepita per la forma di un piede simile al vostro, almeno come volume, rischierete di avere comunque degli spazi vuoti, sia che il vostro sia più piccolo che più grande del famoso piede “campione”.

Ad esempio, le Team di 5.10 sono fatte per piedi magri e con talloni piccoli. Il tallone, soprattutto, è una carcassa incomprimibile, quindi nel mio caso non posso pretendere di infilare il mio piede largo da ciccione americano in quel modello, riempiendolo completamente.

Hiangle

Dovrò optare per una più cedevole Hiangle, o per una larga Solution o Istinct VS. In attesa di una guida onnicomprensiva (che faremo, prima o poi) che tratti modello per modello con tutte le forme di piede, come si fa a capire quale scarpetta è fatta per un piede simile al mio? L’unica è armarsi di tante banconote da cento euro e comprarsi tutte le scarpe che ci sono sul mercato. Ah, dite che non è fattibile? Allora bisogna chiedere, sperimentare, provare scarpe di altri climbers, ovviamente quando si hanno i piedi puliti.

 

3) EH..PERÒ LE PEDULE APPENA USCITE DALLA SCATOLA ---> sono molto più rigide di quelle usate da un po’.. ! Beh, a parte il principio fisico secondo cui ogni cosa, al mondo, tende a cedere, la spiegazione è un’altra. Si consuma la suola.

Molti modelli che vengono dipinti come “ipersensibili” o “ipersoft” vengono prodotti già con suole di 3 mm, invece delle classiche di 5 mm. Ovviamente saranno sensibili già da subito, ma per contro li ritroverete consumati molto prima. Scegliete voi cosa preferite, un compromesso iniziale o sensibilità da subito e meno durata (fino alla risuolatura, ovvio).

 

4) MALEDETTO EDGE ---> C’è chi si lamenta che le scarpette nuove hanno troppo “edge”, ovvero spigolo, o filo della suola. In effetti, soprattutto quelle con suole da 5 mm, all’inizio possono essere troppo “affilate”.

Come si sa, anche questa è una questione di fisica: spigoli netti saranno perfetti per appoggi con bordo sporgente altrettanto netto, ma appena l’appoggio sarà un po’ stondato, come nella maggior parte dei casi, il troppo edge della suola sarà controproducente.

Avete 3 scelte: o ci scalate finché lo spigolo non si attenua da solo, o se siete pigri e/o poco pazienti ci date un giro col taglierino smussandolo. La terza scelta è comprarvi una scarpetta No Edge, perché ancora una volta i produttori hanno pensato a questa problematica, e non solo quelli di La Sportiva ma anche i ragazzi di Andrea Boldrini. Occhio però, le No Edge danno una sensazione differente dalle altre, deve piacervi. Il consiglio, ancora una volta, è di sperimentarle.

Miura XX: Adam Ondra's signature edition

5) DAVVERO PENSAVATE CHE CI FOSSE ANCORA DA DIRE? ---> No, il quinto click è solo perché un articolo in soli 4 punti non mi piaceva. L’ultimo consiglio è sempre questo: Andate a scalare

 

L'autore di questo articolo: "Jerome Doukakis" AKA Paolo Bertolotto

Climber amatoriale appassionato da 25 anni, ha provato praticamente ogni sfumatura dell'arrampicata, per fissarsi maggiormente sul bouldering, dove ha spazzolato e aperto qualche migliaio di linee nuove. Dove le sue stanche braccia non lo supportano cerca di arrivare con una estenuante ricerca dei materiali migliori. 

Jerome Doukakis

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