PILIER TROIS POINTES "Toboggan" (6b obb.) - Guida alla via

Una linea nascosta tra i satelliti del Mont Blanc du Tacul

Hai nostalgia dell’estate? Questa via sembra un vero e proprio gioiello, non è affollata e presenta delle difficoltà non da top-climber. Forse è tempo di scegliere i progetti per quando tornerà il caldo!

Quest’estate Pietro e il suo socio Aldo hanno sentito il bisogno di tornare sul massiccio del Bianco, per toccare con mano il suo granito e godere delle ottime condizioni che può offrire il mese di Luglio. La cordata è andata a riscoprire una bellissima via al Pilier des Trois Pointes, uno dei satelliti del Mont Blanc du Tacul di cui si sente parlare meno, forse per la sua vicinanza con il più gettonato Pilier Gervasutti.

 

Il tracciato approssimativo della via
Pietro Picco

 

LA VIA 

 La via Toboggan corre lungo il Pilier Trois Pointes, uno dei satelliti del Mont Blanc du Tacul. Prevede uno sviluppo di 450 metri con difficoltà massime di 6b+, ma obbligate al 6b. La roccia è generalmente buona, ma è necessario prestare attenzione durante i primi tiri, dove la qualità cala.

- Difficoltà max. 6b+, obbligato 6b

- Sviluppo 450 mt, 13 tiri

 

LA STORIA 

Le parole dell’apritore hanno stimolato la curiosità dei due alpinisti, che in caso contrario sarebbe rimasta insoddisfatta:

“Quando si arriva in cima ad una via che combina una scalata da sogno, roccia magnifica e un panorama senza eguali, il tutto immerso in un ambiente di alta montagna, si può ,anzi si deve, essere pienamente felici”

Il racconto di Michel Piola, che aprì la via con P.A. Steiner nel 1986, non lascia dubbi sulla bellezza della salita: perchè non dare fiducia ad un alpinista che vanta l’apertura di più di cento vie sul massiccio del Bianco?

Su internet si trovano poche informazioni, di cui alcune discordanti. Infatti, a causa di un passato crollo della parete che ha interessato l’attacco e il primo terzo di Toboggan, è stato difficile studiare la linea di salita. Fortunatamente agli inizi del 2000 un team internazionale composto dagli alpinisti Bessone, Piola (a cui si deve la prima salita della via, nel 1986) e Strappazzon ha riattrezzato la via: è stata individuata e scalata una linea che ripercorre il tracciato originario in modo fedele, evitando però le zone più friabili della parete. E’ stato mantenuto un carattere alpinistico, sebbene sia stata rinforzata la maggior parte delle soste grazie all’uso di spit, di cui oggi alcuni risultano arrugginiti. La determinazione di Piola, che tornò sulla parete quattordici anni dopo per riportare in vita la sua linea, è stata d’ispirazione perchè Pietro e Aldo si convincessero a provare a ripetere questa via meno battuta di altre, ma altrettanto affascinante.

Durante l’avvicinamento è sorta spontanea la domanda sul perché questa via fosse poco ripetuta: il crollo è stato sicuramente un grosso disincentivo per le cordate che avevano mirato a questa salita, ma non basterebbe a spiegare la poca popolarità di una linea tanto estetica e messa nuovamente in sicurezza. Solo dopo essersi avvicinati quanto basta all’attacco, la cordata si accorge che l’attacco si trova in prossimità del Supercouloir, che nei periodi estivi si può trasformare in un pericolo da non sottovalutare: infatti, come scrive Bassanini nella sua guida alle vie d’arrampicata ai Satelliti del Monte Bianco “Attenzione perché nelle estati calde, l’avvicinamento e le prime lunghezze di corda sono molto pericolose a causa della caduta di sassi provenienti dal Supercouloir”. Una condizione importante per affrontare la via quindi sarebbe di accertarsi che il Supercouloir del Mont Blanc du Tacul non sia troppo secco e le temperature non troppo elevate. In questo caso le condizioni si sono rivelate perfette per la salita: escludendo il tiro di collegamento per raggiungere la prima sosta le temperature, il meteo e il vento hanno giocato a favore di Pietro e Aldo , regalando una giornata di prima qualità sul granito più famoso di tutta Europa.

Ecco la relazione, tiro per tiro, della via. I due alpinisti hanno cercato di non tralasciare nessun dettaglio, in modo da offrirvi una descrizione il più fedele possibile alla realtà di questa magnifica linea.

 

L0 - 30 m, tiro di collegamento

Nelle condizioni in cui si presentava il ghiacciaio arrivare all’attacco si è rivelato delicato, ma non difficile. Sosta con uno spit con maillon dopo 30 mt. di progressione. A voi la scelta se fermarvi o proseguire fino alla sosta successiva.

 

La lunghezza di corda per arrivare alla sosta di partenza
Pietro Picco

 

L1 V+ , 10 m

Dalla sosta traversare qualche metro verso destra e risalire l’evidente diedro fino ad una piccolo terrazzo su cui si trova la sosta successiva. Sosta attrezzata con due spit (uno recente l’altro più vecchiotto, come nella maggior parte delle soste sulla via).

 

L2 6a+ , 30 m - Tiro con Pendolo!

Dalla sosta si prosegue in direzione dei tre spit visibili in alto a destra. Giunti al terzo ancoraggio occorre farsi calare almeno 5-6 metri, prendere la rincorsa e raggiungere con un pendolo un diedro sulla destra, non molto visibile dalla sosta.  Risalire la fessura  (V+) fino ad arrivare ad una cengia su cui trova la sosta (due spit).

 

L3 IV+/V , 30 m

Risalire il sistema di fessure al di sopra della sosta, proseguendo dritto sulle fessure più facili arrivando alla sosta, che si trova appena in basso a sinistra di una fascia di tetti. Il grado può variare a seconda della fessura che si sceglie di seguire. Sosta su due spit.

 

L3, IV+/V a seconda di dove si passa!
Pietro Picco

 

L4  V, 45 m 

Dalla sosta attraversare a destra sotto il tetto e proseguire dritto incontrando una vecchia sosta. Proseguire lungo la fessura facile fino ad arrivare ad un chiodo arrugginito ed uno spuntone su cui si fa sosta.

 

L5-L6 IV+, 35 m

Proseguire lungo la facile fessura fino ad arrivare ad una prima sosta,  da cui è visibile un tetto. Risalire verso il tetto ed aggirarlo verso destra. Dopo averlo superato, riattraversare verso sinistra puntando alla sosta che si trova appena oltre. (2 spit)

 

L7 V/V+  35 m

Continuare lungo la fessura fino ad arrivare ad uno spuntone ed un chiodo, su cui si sosta. Mano a mano che la sosta si avvicina, la roccia cambierà colore trasformandosi dal grigio sabbioso al granito rosso per cui il Monte Bianco è famoso.

 

L7. A mano a mano che si sale la roccia passa dal grigio sabbioso al rosso Gran Cap!
Pietro Picco

 

L8 6a+ 25 m

Proseguire lungo la fessura e superare un breve risalto verticale. Da qui sorpassare uno spigolo per poi entrare in un diedro. Proseguire in verticale per 10 metri e poi uscire a destra. Salire per altri due metri e si trova la sosta (spuntone e nut).

 

L9 6b+ 35m

Lunghezza chiave, prima su cannelures e poi scalata delicata su roccia strepitosa! Dalla sosta seguire il sistema di fessure verso l’alto. Sulla destra si noterà la cima del pilastro su cui sale Totem, via che corre parallela a Toboggan, di cui si noteranno le soste che si ricongiungeranno nel tiro successivo di Toboggan.

 

L9. Lunghezza atletica ma di grande soddisfazione
Pietro Picco

 

L10 6a,  V 30m

Proseguendo lungo la fessura, passare un breve risalto verticale rinviando uno spit (V+).Uscire per una fessura larga un metro a destra, passare una sosta con spit, proseguire per 8 metri fino ad arrivare ad uno spuntone con cordoni, dove si sosta.

 

L10. Aldo in azione
Pietro Picco

 

L11 6b+ 25m

Tiro in placca che presenta l’obbligatorio più alto di tutta la via. Rinviare due spit e puntare alla sosta qualche metro più in alto.

 

L11. Delicato tiro in placca
Pietro Picco

 

L12 V+ 30m

Proseguire diritti per fessura e lame cercando il facile fino ad arrivare ad una comoda cengia, dove si sosta. 

 

L12. Tutto molto bello!
Pietro Picco

 

L13 V+ 30m

Tiro finale! Dalla sosta si attraversa a sinistra per blocchi fino a raggiungere una fessura ascendente a sinistra. Sosta finale su un chiodo e uno spit inviolabile d’epoca.

 

L13. La lunghezza finale con sullo sfondo la cresta del Diable! Purtroppo la via si ferma alla base del difficile blocco sommitale e non regala una vera e propria vetta.
Pietro Picco

 

Discesa

In corda doppia sulla linea della via. Tutte le calate sono attrezzate con almeno uno spit da 12mm e presentano sviluppi dai 25m ai 40 m di lunghezza. La maggior parte delle soste che si utilizzano in discesa sono quelle  utilizzate in salita, eccetto alcune di esse che sono posizionate sulla placca a sinistra della linea di salita (L4 e L7). Attenzione, su gran parte delle calate c’è un alto rischio che si incastrino le corde.

 

L'autore di questo articolo: Pietro Picco

Pietro Picco è cresciuto ai piedi del Monte Bianco e la montagna è la sua più grande passione. Pietro si è laureato in ingegneria navale nel 2011, dopo una parentesi di vela e mare durata fino al 2013 (anno in cui è tornato a vivere stabilmente a Courmayeur), dal 2015 lavora per la Fondazione Montagna Sicura, occupandosi di studiare i ghiacciai della Valle d'Aosta. In questo modo ha l’opportunità di frequentare l’alta montagna anche per fini non arrampicatori. Ha frequentato il corso per operatore del soccorso alpino valdostano e dal 2017 partecipa al 38° corso di formazione per aspiranti Guide Alpine della Valle d'Aosta.

 

L'autore dell'articolo
Pietro Picco

 

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